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dove la verde milonga tocca il mare
- stasera ho pensato a un sacco di cose, chiudevo gli occhi e facevo finta di non essere nel teatro (caro) più scomodo del mondo (ho scritto caro perchè, signori miei... almeno l'elfo non costa così tanto). c'era tra noi un gioco d'azzardo ma niente ormai nel lungo sguardo spiega qualcosa forse soltanto certe parole sembrano pianto sono salate sanno di mare chissà tra noi si trattava d'amore... paolo conte è un signore e si presenta in scena senza coriste (dani!...) e soli uomini (ma che sax alto!) e ti incanta così tanto che di dove sei non te ne frega nulla. e mi sono immaginata una cosa fuori dal mondo tipo una rotonda sul mare, ma inteso proprio come "in mezzo" al mare e il pubblico sulla spiaggia. io adorerei questa cosa. telo, maglietta a maniche lunghe, acqua e solo musica. ma non parlo di te io parlo d'altro il gioco era mio lucido e scaltro io parlo di me di me che ho goduto di me che ho amato e ho perduto e trovo niente da dire o da fare però tra noi si trattava d'amore il tipo dietro di noi era anche simpatico e non ho fatto in tempo a ringraziarlo. il tipo affianco a me non era come se lo aspettava r., ma va bene lo stesso. splendide luci, splendide note. e un sacco di pensieri che per un po' sono stati zittiti. e se ho sbagliato, scusami. c'era tra noi un gioco d'azzardo gioco di vita duro e bugiardo perché volersi e desiderarsi facendo finta di essersi persi adesso è tardi e dico soltanto che si trattava d'amore e non sai quanto grazie signor Conte, mi ha regalato una bellissima serata. "gioco d'azzardo", paolo conte |
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