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06/02/2004
dove la verde milonga tocca il mare - stasera ho pensato a un sacco di cose, chiudevo gli occhi e facevo finta di non essere nel teatro (caro) più scomodo del mondo (ho scritto caro perchè, signori miei... almeno l'elfo non costa così tanto).
c'era tra noi un gioco d'azzardo
ma niente ormai nel lungo sguardo spiega qualcosa
forse soltanto certe parole sembrano pianto sono salate
sanno di mare chissà tra noi si trattava d'amore...

paolo conte è un signore e si presenta in scena senza coriste (dani!...) e soli uomini (ma che sax alto!) e ti incanta così tanto che di dove sei non te ne frega nulla.
e mi sono immaginata una cosa fuori dal mondo tipo una rotonda sul mare, ma inteso proprio come "in mezzo" al mare e il pubblico sulla spiaggia. io adorerei questa cosa.
telo, maglietta a maniche lunghe, acqua e solo musica.
ma non parlo di te io parlo d'altro
il gioco era mio lucido e scaltro
io parlo di me di me che ho goduto di me che ho amato e ho perduto
e trovo niente da dire o da fare però tra noi si trattava d'amore

il tipo dietro di noi era anche simpatico e non ho fatto in tempo a ringraziarlo. il tipo affianco a me non era come se lo aspettava r., ma va bene lo stesso.
splendide luci, splendide note.
e un sacco di pensieri che per un po' sono stati zittiti. e se ho sbagliato, scusami.
c'era tra noi un gioco d'azzardo
gioco di vita duro e bugiardo
perché volersi e desiderarsi facendo finta di essersi persi
adesso è tardi e dico soltanto che si trattava d'amore e non sai quanto

grazie signor Conte, mi ha regalato una bellissima serata.
"gioco d'azzardo", paolo conte
Auro - 23:55:00
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